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 Fossili

 

Fossils

 

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1 - Introduzione  

 

Il concetto di fossile comprende sia i resti di spe­cie che vivono ancora attualmente, sia quelli ap­partenenti a specie ora estinte.  Il fatto però che una specie sia estinta non comporta necessaria­mente che sia fossile; ad esempio, l'Alca impen­nis è scomparsa nei tempi storici, ma non è nota allo stato fossile.  L'elemento, quindi, che serve a definire un fossile è l'età: in altri termini, i suoi resti de­vono essere stati deposti prima dell'epoca attuale. 

I fossili sono resti di organismi vissuti in tutti gli ambienti, marini, terrestri, lagunari, ecc.; per questo possono essere presenti in ogni tipo di se­dimento e naturalmente presentano caratteristi­che legate all'ambiente in cui sono vissuti. 

Le di­mensioni dei fossili sono molto varie, basti pen­sare ai grandi dinosauri ed ai microscopici fo­raminiferi.

Talvolta i resti degli organismi sono tanto abbondanti da formare vere e proprie roc­ce, come le radiolariti, le spongoliti, le diato­miti e i calcari a lumachella.

Il numero delle specie fossili è molto elevato, tuttavia non supera quello delle specie attuali.

Si deve però pensare che non tutte le specie hanno trovato condizioni favorevoli alla loro con­servazione allo stato fossile ed inoltre il numero delle specie fossili note non è definitivo, infatti sempre nuove specie vengono segnalate.

 

 2 - Significato dei fossili

 

Grande è il significato dei fossili, che possono dare ai geologi parecchie indicazioni. 

Innanzitut­to, essendo vissuti in un periodo di tempo limi­tato, assumono un valore stratigrafico, perché permettono di stabilire l'età di uno strato e di inserirlo quindi nella serie geologica. Non tutti i fossili danno però delle indicazioni utili in questo senso; le specie longeve non per­mettono di definire l'età di un livello, il contrario avviene, invece, per le specie che hanno avuto una vita molto breve.

 

 3 - I fossili di facies

 

Certi fossili sono esclusivi di determinati ambienti e ci permet­tono cosi di conoscere le condizioni ambientali che vigevano nel periodo in cui lo strato che li rinchiude si è deposto. 

Sono questi i fossili di faciesNe deriva pertanto un altro importante si­gnificato dei fossili, quello paleogeografìco, in quanto essi ci danno indicazioni sulla distribu­zione delle terre emerse e dei mari nel corso delle diverse epoche geologiche.

La presenza di resti di organismi prettamente marini ci dice che lo strato che li contiene è stato deposto sul fondo del mare e che, successivamente, questo sarà emerso probabilmente durante una oroge­nesi.

I fossili ci danno anche indica­zioni utili per la ricostruzione dei paleoclimi.  In questo caso sono soprattutto le associazioni ve­getali, più condizionate dal clima, che meglio ser­vono per definirlo.

Le diatomee presenti nei depositi marini sono indicatrici di un clima re­lativamente freddo. 

Si deve però tenere presente che, quanto più ci si allontana nel tempo geolo­gico, tanto maggiori sono le differenze tra le spe­cie attuali e quelle fossili ed è quindi più diffi­cile stabilire le condizioni climatiche in cui que­ste specie vissero. 

Certamente la presenza dei carboni fossili durante il Carbonifero, sia nel­l'Europa centrale che in America intorno al 50° parallelo, deve essere considerato come un in­dizio certo di un clima caldo umido in queste zone. 

Questi carboni fossili, infatti, sono costituiti prevalentemente da felci e palme arboree, ca­ratteristiche di un clima caldo umido attualmen­te proprio della zona equatoriale. 

La di­stribuzione delle forme coralline che vivono solo ad una temperatura superiore ai 20°C, ci dà delle indicazioni paleoclimatiche molto precise e per­mette di tracciare le diverse linee equatoriali che si sono susseguite nei vari periodi in se­guito al cambiamento della disposizione dei poli della Terra.

Infine i fossili sono dei documenti di evoluzione, infatti offrono la sola prova storica e documentata che la vita si è evoluta da forme semplici verso forme sem­pre più complesse e specializzate.

 

 4 - Giacitura dei fossili

 

I fossili possono giacere nei sedimenti in posizioni di vario tipo: posi­zione primaria vera, che corrisponde alla posi­zione presentata dall'organismo durante la vita, o in posizione sub-primaria, quando tra la morte ed il seppellimento ha avuto luogo un trasporto.

Generalmente si rinvengono in posizione primaria gli organismi che vivono fissati al substrato, o direttamente, o mediante un peduncolo. Nella maggioranza dei casi però questo non si verifica. 

Gli organismi planctonici e nectonici subiscono, dopo la morte, uno spostamento notevole in senso verticale sino a raggiungere il fondo del mare. 

Spo­stamenti in senso orizzontale sono invece pro­dotti sulla terra ferma dal vento o dalle acque superficiali che trascinano al mare gli organismi, che possono quindi essere sottoposti a trasporti orizzontali dalle correnti marine.

Nel­la posizione secondaria si possono distinguere di­versi casi. 

Durante i movimenti orogenetici gli strati deposti in fondo al mare si piegano, si curvano, si sollevano a formare delle intere ca­tene montuose.  Durante tali movimenti i fossili inclusi negli strati possono essere danneggiati, talvolta ad un punto tale da divenire irricono­scibili.  Questo però non avviene sempre: fossili meravigliosamente conservati si possono trovare, infatti, anche sulle più alte vette. 

 

In questa sezione non sono inclusi  i francobolli di dinosauri ed altri animali giganti.

 

 

 

Last modified: Martedì 13 aprile 2010