Geysir che cosa sono  

 

Dopo la fine delle eruzioni vulcaniche attive, tutti i vulcani continuano a produrre per un lungo tempo gas, vapor d'acqua, zolfo ed altri elementi a temperature anche di 650°C. Il vapor d'acqua é dovuto al riscaldamento di acqua del sottosuolo di origine superficiale.

Le emissioni di gas sono chiamate fumarole e, se il gas é sulfureo, solfatare. Le solfatare producono zolfo nativo ed agiscono per molti anni. La solfatara vicina a Napoli, in Italia rilascia gas sulfureo caldo da più di nove secoli, dall'eruzione vulcanica del 1198! 

Le sorgenti calde ritmiche che lanciano in aria ad intermittenza acqua calda e vapori sono chiamate geyser (plurale = geysir) dal nome di una provincia dell'Islanda e di un vulcano chiamato Great Geysir  dove per la prima volta furono notati e studiati fenomeni dei genere. Nella lingua islandese la parola geyser significa in senso stretto furioso o, più semplicemente, eruzione di una sorgente calda.

I geysir fanno parte delle manifestazioni secondarie della attività vulcanica. Quando un geyser emette con violenza la massa d'acqua e di vapori che ingombrano il suo condotto, si dice che esso è in eruzione. Il getto d'acqua può raggiungere anche i 30-50 m d'altezza. Non sono rari esempi di geysir molto potenti caratterizzati da getti di acqua fino a diverse centinaia di metri. 

Il Great Geysir (Islanda-1945) erutta una colonna di acqua calda a 100°C ad una altezza pari al 10° piano di un edificio.

Circa il meccanismo dei fenomeni geyseriani si ritiene che l'acqua eruttata provenga dalla falda freatica e che sia riscaldata ad opera di vapori e gas vulcanici, che, attraverso piccole spaccature, raggiungono il condotto del geyser dove si raccoglie l'acqua freatica stessa. La massa d'acqua viene gradualmente riscaldata, ma data la forma e la lunghezza del condotto non si possono stabilire dei movimenti convertivi che renderebbero uniforme o quasi la temperatura di tutta la massa d'acqua; pertanto nelle parti più profonde la temperatura è più alta che presso la superficie.

Dopo un certo tempo, in un livello non molto profondo l'acqua raggiunge una temperatura tale che potrebbe entrare in ebollizione se non vi fosse il peso della colonna d'acqua soprastante. La temperatura però continua ad aumentare finché, sempre in quel livello, viene raggiunto il punto di ebollizione per quella pressione. Il cambiamento di stato liquido-vapore dell'acqua esistente a quella profondità provoca una spinta verso l'alto di tutta la massa soprastante. L'improvvisa diminuzione di pressione nel condotto abbassa il punto di ebollizione dell'acqua e gran parte di essa viene trasformata repentinamente in vapore con violenza esplosiva: si ha cosi l'eruzione del geyser. Dopo questo violento atto eruttivo il condotto si riempie gradualmente di altra acqua freatica ed il processo ricomincia.  

Fenomeni geyseriani possono anche essere provocati da perforazioni eseguite dall'uomo; si cita in proposito un geyser esploso nel 1939 ad Ischia durante lo scavo di un pozzo per ricerche geotermiche: per qualche tempo si ebbero getti di vapori e di acqua calda fino a 18 m. d'altezza.

Analogamente ai comuni edifici vulcanici (coni e vulcani semplici), anche nei geysir si distinguono: il condotto, cioè il camino più o meno cilindrico attraverso il quale ascende la massa d'acqua e di vapore che poi viene bruscamente espulsa, ed il cratere, cioè l'orifizio terminale del condotto.

Attorno a quest'ultimo può formarsi un piccolo edificio, tronco - conico o cilindrico, per il deposito delle sostanze minerali che precipitano dall'acqua dei geysir. Fra tali sostanze prevale generalmente la silice che forma depositi di geyserite, (silice idrata di aspetto spugnoso); si hanno anche incrostazioni di carbonati e, più raramente, di solfati.

I depositi attorno ai geysir possono essere abbastanza estesi e formare anche ammassi, ora bianchi ora colorati, di curioso effetto e di grande interesse morfologico. Talvolta, dallo spessore di queste incrostazioni si può avere un'idea del periodo d'inizio dell'attività geyseriana in una data regione.  

Cosi, per esempio, si ritiene che i 100 geysir che esistono nel Yellowston Park d'America (Wyoming) siano in attività da almeno 800.000 anni.

I geysir dello Yellowstone Park, sono universalmente noti. Fra i più famosi si ricordano: l'Old Faithful (Vecchio Fedele USA-2009), che ogni 60-80 minuti entra in eruzione per 4 minuti espellendo acqua bollente fino a 50 m. d'altezza; il Castle, i cui getti meno regolari, raggiungono talvolta anche l'altezza di 80 metri ed il Giant, dalle esplosioni imponenti, ma molto irregolari. La periodicità che caratterizza l'attività dei geysir non sempre è costante e regolare. In alcuni si hanno periodi di riposo che durano pochi minuti ed in altri fino a qualche giorno.

Si hanno anche casi di variazione col tempo nella periodicità dei getti, come si ricorda per il Great Geysir dell'Islanda. uno dei più famosi di quell'isola. Questo geyser mentre nel 1772 entrava in eruzione ogni mezz'ora lanciando una colonna di acqua calda fino a 30-70 m. d'altezza, nel 1883 eruttava ogni 20 giorni. Oltre ai citati esempi dell'Islanda e dello Yellowstone Park, geysir si trovano in varie parti del mondo.

Famosa per le sue sorgenti calde é la Geyser Valley (URSS-1966) nella penisola di Kamchatka. Nella valle del fiume Geysernaya, ci sono 20 sorgenti calde. Quella più famosa è Velikan che erutta una colonna di acqua calda di 20 tonnellate fino a 30m, e le emissioni di vapore fino a 300 m, dura 2 minuti e si ripete ogni 4-5 ore.

Ci sono molti geysir e sorgenti calde in Nuova Zelanda. Il geyser più grande, Pohutu Geyser (New Zealand - 1993, emette un getto di 30m ogni 20 minuti.  I geysir di questa classica regione hanno formato imponenti incrostazioni, a gradinate prevalentemente calcaree. Le sorgenti calde e le cascate nei pressi della città di Rotorua attirano molti turisti.

Si conoscono anche geysir nelle isole Aleutine, Giava, Sumatra e Celebes, in Giappone, in California (nella regione di Sonoma), nel Tibet (a 4.718 m d'altezza presso il lago Tengri Nor), nel Cile (nell'interno del vulcano Socompa ad oltre 6.000 m d'altezza), nel Kenya  e nelle altre regioni vulcaniche.  

Oltre alle sorgenti calde ci sono vulcani di fango in ebollizione che emettono odori disgustosi.

 

Last modified: Giovedì 5 ottobre 2017

 

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